Uno dei siti archeologici più famoso al mondo: Pompei

Pompei sito archeologico

Le tragiche origini di Pompei e la sua scoperta

La Campania, oltre a esempi di arte classica vanta la scoperta di Pompei che è uno dei tesori del patrimonio artistico culturale italiano, unico esempio archeologico al mondo di città rinvenuta pressoché intatta sotto cenere e lapilli, dopo un'eruzione vulcanica. Ogni anno attira milioni di turisti che rimangono incantati.

L'archeologia campana può quindi vantare un sito che non ha eguali nel panorama archeologico mondiale e che comprende i siti di Pompei, Ercolano e Stabia che, a causa dell'eruzione del Vesuvio, avvenuta il 24 agosto del 79 d.C. cancellò in pochi secondi la vita di migliaia di persone pietrificandola per sempre sotto 10 metri di lava, pomice, cenere e lapilli incandescenti che non lasciarono scampo, nemmeno a chi si trovava già sulle imbarcazioni del porto, pronto a scappare da un vero e proprio inferno. 

Dell'eruzione si è avuto un riscontro grazie a Plinio il Giovane che raccontò a Tacito in una lettera della catastrofe molti anni dopo, durante la quale morì anche suo zio, Plinio il Vecchio. 

La montagna del Vesuvio cambiò per sempre forma perdendo buona parte del costone nell'esplosione vulcanica, abbassando la sua altezza e acquistando la forma caratteristica che ha oggi. Rimase quindi sepolta per più di 1700 anni fino a quando nel 1748 iniziarono i primi scavi archeologici avviati per volere di Carlo III di Borbone che volle approfondire alcuni rinvenimenti nei pressi di Ercolano. Furono ritrovati monili, utensili di uso quotidiano, monete, statue, intere ville con preziosissimi dipinti e mosaici quasi del tutto intatti.

L'eco fu talmente vasta che attirò nei decenni e nei secoli seguenti diversi archeologi che riportarono alla luce il tempio di Iside, i teatri, il foro triangolare, le necropoli.

Lo stesso Gioacchino Murat commissionò nel '800 durante il suo regno, scavi che riportarono alla luce l'imponente cinta muraria e ben presto Pompei divenne famosa in tutta Europa, scelta anche dai giovani intellettuali del tempo come tappa del loro Gran Tour. Gli scavi continuarono in varie sessioni fino al XX sec. quando il terremoto dell'Irpinia del 1980 danneggiò seriamente buona parte dei ritrovamenti, causando un forte rallentamento per la necessaria opera di restauro.  Nel 1997 Pompei è entrata a far parte del Patrimonio dell'Umanità.

Cosa visitare a Pompei

Visitare Pompei è un'esperienza unica e davvero emozionante per il visitatore che si trova a camminare per le strade lastricate dell'antica città, un tempo brulicante di gente dedita a commerci fiorenti in tutto il Mediterraneo. Le strade portano ancora i segni delle scanalature per il passaggio dei carri e il silenzio regna sovrano in mezzo a tesori d'inestimabile valore culturale.

Per godere a pieno dell'intero sito archeologico sarebbe consigliabile la visita lunga che dura qualche ora, ma vale davvero la pena visitare le ville e le case per capire come si viveva in epoca romana.

Una delle più belle ville di Pompei a due piani è quella dei Misteri risalente al II sec.a.C. che prende il nome da diversi dipinti rinvenuti nel triclinio che raffigurano gente a grandezza naturale intenti in uno spettacolo in un rito. Nella villa si possono distinguere diversi ambienti tra cui quelli, le cucine e le camere da letto e le terme. Molto belle anche la villa Imperiale e la villa di Diomede e diverse altre, tra le quali anche quella di Cicerone che però fu interrata nuovamente dopo aver prelevato alcuni reperti.

Tra le case più suggestive di Pompei c'è quella del Fauno danzante, così chiamata per il ritrovamento di una piccola statua raffigurante appunto un fauno al centro dell'impluvium (la piscina). Era una casa certamente ricca, che si sviluppava su un'area di più di 3000 mt quadrati, una delle più grandi del sito, e presenta pavimenti in mosaico, affreschi pregiati, giardini.

Tra le tante case visitabili c'è anche quella del Chirurgo, cosi chiamata per il rinvenimento di attrezzi medici, oppure la casa del Poeta Tragico che prende il nome da un affresco che raffigurava delle prove teatrali e che ora si trova nel Museo nazionale di Napoli.  Davanti a questa casa fu trovato un mosaico che ritrae un cane e la scritta latina "cave canem= attenti al cane". Scorci di vita vissuta immortalati con in un'istantanea senza tempo che illustra anche la vita sociale di Pompei nel cuore della città, cioè il Foro, dove si svolgevano sia i commerci che gli incontri pubblici. Si presenta come una grande piazza oggi ricoperta d'erba, un tempo lastricata in marmo. 

Qui si affacciavano gli edifici più importanti per i pompeiani come il Tempio di Apollo, ma anche quello di Giove e Vespasiano, le terme, la Basilica per gli affari giudiziari. C'era anche un mercato detto "macellum" dove di commerciava carne e pesce, forni per la cottura e la vendita del pane. Qui sono state ritrovate anfore e utensili ma anche il denaro corrente (i sesterzi). 

Molti erano i luoghi dove si lavoravano e si vendevano i tessuti, e come in tutte le normali città c'era anche una scuola militare (Schola Armaturarum) riconosciuta per le armature ritrovate e anche luoghi di aggregazione sociale, come anfiteatri e teatri conservati in maniera eccellente.

Camminare per le strade di Pompei permette al turista di fare un vero e proprio viaggio nel tempo dove può vedere da vicino anche la tragedia umana dei suoi abitanti attraverso i calchi dei corpi che furono investiti dall'eruzione. Il sistema fu ideato nel 1863 e permise di restituire l'espressione pietrificata dei pompeiani che cercavano di ripararsi, come si vede ne "l'Orto dei Fuggiaschi" dove si ritrovarono donne, uomini e bambini.

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