La Befana tra storia, leggenda e sketch comici

La Befana

Epifania: una festività tra sacro e profano

L'Epifania del Signore è una festa cristiana, la quale ricorre ogni anno nella data del 6 gennaio, e consiste nella celebrazione della visita dei Re Magi a Gesù Bambino sancendo, inoltre, la fine delle festività natalizie. La ricorrenza, nonostante appartenga da secoli alla tradizione cristiana, ha in realtà origini ben più antiche e viene riconosciuta anche da altre religioni, come ad esempio quella musulmana. Il personaggio protagonista di questa festa è la Befana, vecchia e simpatica strega che porta doni e dolciumi ai bambini di tutto il mondo, a cavallo della sua immancabile scopa. Il simbolo dell'Epifania è, invece, la stella cometa, la cui luminosità guidò i Re Magi verso il Signore.

Dal "tempus tremendum"...alla Befana di Massimo Troisi

In Campania, una delle regioni italiane più folkloristiche e legate alle tradizioni popolari, sia religiose che non, è presente una leggenda che riguarda proprio l'Epifania, attraverso la mitica figura della Befana. La storia ha origini antichissime e si presuppone sia nata diversi secoli prima dell'avvento di Gesù Cristo e dell'inizio del Cristianesimo. La leggenda narra che, in antichità, l'Epifania rappresentasse la morte e la successiva rinascita di Madre Natura, importante figura pagana alla quale era affidato il compito di dare grazia alla natura e a tutte le creature viventi. Nella notte fra il 5 e il 6 gennaio di ogni anno, Madre Natura, arrivata al suo ultimo giorno di vita, prendeva le sembianze di una vecchia strega, distribuendo regali, i quali simboleggiavano i semi che sarebbero stati piantati l'anno successivo. Dopo essere stata bruciata, per via delle sue fattezze da strega, la Befana tornava in vita attraverso le sue ceneri, nei panni della nuova Madre Natura, rappresentando l'eterna prosecuzione del ciclo della vita.

La tradizione del "Tempus tremendum"

Con il passare del tempo, questa diffusa e amata leggenda popolare, ha continuato a sopravvivere e ad essere tramandata di generazione in generazione, subendo qualche piccola modifica e legandosi, in qualche modo, alla tradizione del 'tempus tremendum'. La comparsa della figura della Befana, veniva infatti, fatta coincidere con la fine del cosiddetto periodo del 'tempus tremendum', il quale altro non è che un'antica credenza popolare secondo cui, tra la notte del 1° e del 2 Novembre, le anime dei morti tornassero ciclicamente sulla terra, per restare idealmente fino alla notte tra il 5 e il 6 gennaio, notte in cui sarebbe ricominciato il loro viaggio. Per rendere omaggio ai defunti, in Campania, la notte del 1° Novembre era consuetudine allestire una tavola imbandita con un bicchiere di vino, un bicchiere d'acqua, delle fette di pane, un pezzo di baccalà e il tipico pane dei morti, dolce creato apposta per commemorare la ricorrenza, onde offrire al defunto la possibilità di ristorarsi durante il viaggio eterno. Nel corso della notte del 5 gennaio, veniva accesa, secondo tradizione, una candela per salutare la partenza delle anime, la quale veniva posizionata sullo stesso tavolo usato precedentemente per offrire il cibo al defunto. Con il trascorrere dei secoli, la leggenda del tempus tremendum ha perso lentamente importanza anche in Campania, venendo oggi ricordata in modo residuale in poche zone. 

La Befana nel racconto di un celebre campano: Massimo Troisi

Dalle tradizioni che si perdono nel tempo ai racconti provenienti dal mondo dello spettacolo. Il personaggio della Befana è stato citato, negli anni Ottanta, dall'amatissimo attore campano Massimo Troisi, uno dei più illustri comici della storia recente appartenenti all'importante scuola della Campania.  Da bambino, Massimo, figlio di un capostazione delle Ferrovie dello Stato, riceveva ogni anno, per festeggiare l'Epifania, sempre lo stesso regalo: un trenino elettrico, puntualmente donato dalle Ferrovie dello Stato ai dipendenti per celebrare la ricorrenza insieme ai propri figli. Il trenino, con il passare degli anni, veniva visto dal piccolo Troisi come un'autentica sciagura, la quale gli impediva di partecipare al gioco con gli altri bambini, essendo limitato con il suo giocattolo, a un ruolo di secondaria importanza.  Per evitare di ricevere per l'ennesima volta il solito trenino elettrico, comunque apprezzato dal bambino, Massimo scrisse una lettera indirizzata alla Befana chiedendole, per la prima volta dopo tanti anni, un regalo diverso da quello consueto: una bicicletta. Ma la mattina del 6 gennaio, dopo aver scartato il suo dono, Massimo si accorge di aver ricevuto un altro trenino elettrico. A quel punto il piccolo sbotta, attribuendo la colpa di quel regalo alla Befana, colpevole di non aver compreso il chiaro e inequivocabile messaggio contenuto all'interno della lettera.  Lo sketch è divenuto celebre durante una puntata di 'Domenica in', in cui Pippo Baudo intervista l'attore napoletano, il quale inscena una fantastica rivisitazione di quell'episodio e di come veniva vissuta la festa dell'Epifania in casa Troisi, definendo pessimo il suo rapporto con la benevola strega, rapporto terminato definitivamente dopo la ricezione dell'ennesimo trenino elettrico.

Pur essendo lontane le antiche e suggestive credenze popolari, la festa dell'Epifania è ancora oggi molto sentita in Campania, portata avanti attraverso l'uso di riti religiosi per commemorare i Re Magi e con la 'comparsa' della vecchia Befana, personaggio sicuramente meno legato alla religione, ma dotato di grande impatto e amato dai più piccoli.

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